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title: "Quanto costa un negozio online? I costi reali, mese per mese"
description: "Cosa paghi una volta, cosa paghi ogni mese e cosa trattiene il circuito di pagamento su ogni vendita. Numeri concreti per decidere se conviene vendere online."
date: "2026-10-26"
category: "Web per attività"
keywords: "quanto costa un negozio online, costi negozio online, commissioni circuito di pagamento, costo e-commerce piccola impresa, spese mensili e-commerce"
portada: "/portadas/portada-cuanto-cuesta-una-tienda-online.webp"
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Una cliente con un negozio di abbigliamento a Vecindario mi ha chiesto il mese scorso quanto costava «montare il negozio online». Le ho detto una cifra e le è cambiata la faccia. Gliene ho detta una più bassa ed è cambiata di nuovo. Il problema non era la cifra: stava confrontando un negozio online con l'acquisto di una vetrina, quando in realtà assomiglia di più all'apertura di un locale. C'è la ristrutturazione, sì, ma ci sono anche luce, acqua e affitto tutti i mesi.

Separiamo quindi le tre cose che quasi sempre si mescolano nella stessa domanda: quello che paghi una volta, quello che paghi ogni mese e quello che si prende la banca o il circuito di pagamento ogni volta che qualcuno compra.

## Cosa paghi una volta (e non torna)

- **Un dominio tuo.** Tra 10 e 15 € all'anno se è un `.com` o un `.es`. Non metterlo a nome della piattaforma: se un giorno te ne vai, il dominio viene con te.
- **Il sito in sé.** Un negozio con catalogo, schede prodotto, carrello e circuito di pagamento non è una landing page di tre sezioni. Sul mercato spagnolo si va dai 400 ai 1.500 € per una piccola impresa con meno di 100 referenze, e sale parecchio se ci sono varianti di taglia e colore, magazzino che si aggiorna da solo o un collegamento con il programma di fatturazione.
- **Foto e testi.** È la voce più sottovalutata. Un catalogo di 30 prodotti con foto decenti sono tra le due e le quattro ore di servizio fotografico, più la postproduzione. Se lo fai da solo con il telefono e una finestra, costa zero euro e tante serate.
- **Attivazione del circuito di pagamento.** Di solito gratis, ma chiedono dati aziendali o da lavoratore autonomo e un conto bancario a tuo nome.

Con questo puoi già vendere. Il resto è ciò che decide davvero se l'attività regge.

## Cosa paghi ogni mese, per forza

È qui che la gente ha la sorpresa. Un negozio online non è una spesa chiusa, è un canone.

| Voce | Intervallo mensile abituale |
|---|---|
| Piattaforma (Shopify, WooCommerce, Prestashop…) | da 0 € a 40 € |
| Hosting e backup | da 5 € a 20 € |
| Dominio (ripartito sul mese) | ~1 € |
| Email professionale | da 0 € a 6 € |
| Manutenzione, aggiornamenti e riparazioni | da 15 € a 60 € |

La piattaforma più nota sta intorno ai 30 € al mese nel piano base. L'opzione gratuita (WooCommerce su WordPress) non ha licenza, ma qualcuno deve mantenerla: ogni aggiornamento può rompere il carrello e, se non sai farlo, si paga.

## Cosa si prende da ogni vendita

Il circuito di pagamento non chiede soldi in anticipo: prende una percentuale di ogni ordine. Le carte europee di solito stanno tra l'1,4 % e il 2,9 % più un importo fisso di circa 0,25 €. Bonifico istantaneo e bonifico normale costano meno, ma molte persone non li usano per comprare.

Fai il conto con un ordine medio di 35 € e 100 ordini al mese (3.500 € di fatturato):

- Commissione all'1,5 %: 52,50 €
- Fisso per operazione (0,25 € × 100): 25 €
- **Totale che resta al circuito: circa 77 € al mese**

Aggiungi il canone della piattaforma e la manutenzione e vedrai che, prima di pagare la merce, la spedizione o la pubblicità, il negozio si è già mangiato tra i 100 e i 150 € al mese. Non è un dramma, ma va saputo prima di fissare i prezzi.

## I tre costi che nessuno mette nel foglio di calcolo

1. **Resi.** Nella moda torna indietro tra il 15 % e il 30 % di ciò che si vende. Ogni reso ti costa la spedizione di ritorno e, spesso, un prodotto che non puoi più vendere come nuovo.
2. **Foto nuove.** I vestiti cambiano stagione quattro volte l'anno. Il catalogo di gennaio non serve ad aprile, e ogni rinnovo è un altro servizio fotografico.
3. **Assistenza clienti.** «Mi sta bene?», «quando arriva?», «voglio cambiarlo». Un negozio online apre domande a qualsiasi ora; se non c'è nessuno che risponde, diventano vendite perse e recensioni negative.

## Quando NON conviene

Non sto cercando di venderti un negozio online. Ci sono attività per cui costa troppo:

- **Catalogo molto corto.** Se vendi cinque prodotti su misura, un catalogo con modulo d'ordine fa lo stesso e costa meno.
- **Prodotto che si decide parlando.** Cucine, ristrutturazioni, torte su ordinazione, bouquet per matrimoni: il cliente ha bisogno di parlarti prima di pagare.
- **Meno di 20 o 30 ordini al mese.** Con questo volume il canone mensile si mangia il margine. Un catalogo ben fatto più ordini via WhatsApp o email funziona meglio e ti lascia provare prodotto e prezzi senza spendere in piattaforma.

Quello che conviene avere dal primo giorno è un **sito tuo con il catalogo**, anche se l'ordine si chiude con un messaggio. È quello che ti trovano su Google, quello che puoi mostrare quando qualcuno chiede, e la base su cui poi si monta il negozio senza partire da zero.

## L'ordine che di solito funziona

1. Sito con catalogo, prezzi e un modo chiaro di ordinare.
2. Ordini via WhatsApp o email, con un modulo che avvisa il telefono.
3. Quando il volume ti obbliga a tenere il magazzino a mano, passi a un negozio con carrello.
4. E allora sì: circuito di pagamento, spedizioni automatizzate e fatturazione collegata.

Se hai già il sito e vuoi sapere cosa manca per vendere online senza buttare soldi, o se sei al passo uno e non sai da dove iniziare, puoi [chiedere una proposta di design gratuita](/solicita-web/it): ti dico cosa serve alla tua attività concreta, con numeri, e decidi con calma.

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La domanda giusta non è quanto costa un negozio online, ma quanti ordini al mese ti servono perché il negozio si paghi da solo. Se quel numero è chiaro, il resto sono conti.
