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title: "Quali pagine legali servono al sito della tua attività? Note legali, privacy e cookie senza gergo"
description: "Quali pagine legali servono al sito di una piccola impresa: note legali, privacy e cookie, i dati obbligatori e i miti che puoi dimenticare del tutto."
date: "2026-10-26"
category: "Web per attività"
keywords: "pagine legali sito web, note legali obbligatorie, informativa privacy piccola impresa, cookie policy, GDPR LSSI sito web"
portada: "/portadas/portada-aviso-legal-privacidad-y-cookies-de-tu-web.webp"
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Quasi tutti i siti di piccole attività che controllo hanno le pagine legali fatte male. Non perché manchino — di solito ci sono tutte e tre —, ma perché sono copiate da un altro sito: compare il nome di un'altra azienda, una partita IVA che non è la tua, un'email di contatto che non esiste e una cookie policy che parla di strumenti che tu non usi. E poi c'è il contrario: attività che raccolgono davvero dati dal modulo e non hanno una sola riga sulla privacy.

Non ti serve una laurea in giurisprudenza: ti servono tre pagine che dicano la verità su quello che fa il tuo sito.

**Un avviso prima di andare avanti:** non sono un avvocato e questo non è un parere legale. È quello che applico nei siti che costruisco e quello che ho imparato controllando quelli degli altri. Se vendi online, lavori con dati sanitari o sei in un settore regolamentato, vale la pena che lo guardi un professionista.

## Le solite tre pagine e la quarta che quasi nessuno mette

1. **Note legali.** Chi c'è dietro il sito. È quella che la legge spagnola sui servizi della società dell'informazione (la LSSI) richiede a qualsiasi sito con attività commerciale, abbia una pagina o cinquanta.
2. **Informativa privacy.** Cosa fai con i dati di chi ti scrive. Obbligatoria appena c'è un modulo, un'email di contatto, una prenotazione o l'analytics.
3. **Cookie policy.** Cosa salvi nel browser del visitatore e perché. Obbligatoria se usi cookie che non sono strettamente tecnici.
4. **Condizioni di vendita.** La quarta, quella che quasi nessuno mette finché non vende online. Se incassi attraverso il sito ti servono condizioni, tempi di consegna, diritto di recesso e un pulsante d'acquisto che lasci chiaro che il cliente sta pagando.

## Note legali: i dati concreti che devono comparire

La LSSI chiede come minimo questo:

- Nome e cognome se sei un professionista autonomo, o ragione sociale se è una società.
- Codice fiscale (NIF o CIF).
- Domicilio (può essere il tuo locale o il tuo indirizzo fiscale; non serve un ufficio).
- Un'email di contatto reale, che qualcuno legga.
- Telefono, se lo pubblichi sul sito.
- Dati del registro delle imprese se è una società: volume, foglio, pagina e numero di iscrizione.
- Numero di albo o di registro sanitario se eserciti una professione regolamentata: avvocatura, medicina, odontoiatria, psicologia, intermediazione assicurativa, agenzia immobiliare…

L'errore che vedo ogni settimana: mettere solo il nome commerciale («Clinica Sorriso») senza dire chi è il titolare. Deve esserci la persona fisica o giuridica che risponde, non il marchio.

## Informativa privacy: l'importante è che corrisponda alla realtà

Qui non serve il testo generico da 40 pagine. L'informativa deve rispondere a sei domande, e rispondere con i tuoi strumenti veri:

1. **Chi è il titolare** del trattamento: il tuo nome o quello della tua azienda, con codice fiscale ed email.
2. **Per cosa** raccogli i dati: rispondere alle richieste, inviare preventivi, gestire prenotazioni, mandare novità.
3. **Con quale base giuridica**: di solito il tuo consenso quando si invia il modulo, o l'interesse legittimo se sono dati di clienti con cui hai già un rapporto.
4. **A chi li passi**: il tuo fornitore di email, quello di hosting, il gateway di pagamento, lo strumento di analytics, quello degli appuntamenti. Anche se sono solo responsabili del trattamento, vanno nominati.
5. **Per quanto tempo li conservi**: «finché non me lo chiedi» non è una risposta. Indica un periodo (per esempio, per la durata del rapporto commerciale più gli anni richiesti dalla normativa fiscale).
6. **Come si esercitano i diritti**: accesso, rettifica, cancellazione, opposizione, portabilità e limitazione, con un'email per chiederlo e la possibilità di reclamare all'Agenzia spagnola per la protezione dei dati.

L'errore più comune: l'informativa dice «non condividiamo i tuoi dati con terzi» e poi il sito ha Google Analytics, una chat WhatsApp, font di Google e una newsletter con un servizio di invio. Tutto questo «condivide» dati, anche se solo tecnicamente.

E un dettaglio che si dimentica sempre: il modulo ha bisogno di una casella di consenso non spuntata. Un modulo che dice solo «Invia» non raccoglie un consenso valido.

## Cookie: il consenso viene prima, e rifiutare deve essere altrettanto facile

La norma qui è l'articolo 22.2 della LSSI e, dalle linee guida dell'AEPD del 2024, è abbastanza chiaro:

- Si salvano solo i cookie **tecnici o necessari**: sessione, carrello, sicurezza, preferenza di lingua. Quelli non hanno bisogno di autorizzazione, ma di spiegazione.
- **Analytics e pubblicità** richiedono consenso preventivo. Sì, anche Google Analytics, anche se è «solo per vedere quante persone entrano».
- Il pulsante **rifiuta** deve stare allo stesso livello visivo di quello accetta. Niente pulsante nascosto su un secondo livello e niente testo grigio minuscolo.
- Niente caselle prespuntate.
- Il visitatore deve poter **cambiare idea** quando vuole, con un link permanente tipo «Configura cookie» nel footer.
- «Se continui a navigare, accetti» non vale più.

| Tipo di cookie | Serve il consenso? | Esempio |
|---|---|---|
| Tecnici | No | Sessione, carrello, lingua |
| Preferenze | No, se sono tuoi | Tema chiaro/scuro |
| Analytics | Sì | Google Analytics, metriche dell'hosting |
| Pubblicità | Sì | Pixel di Meta, remarketing |
| Terze parti incorporate | Sì | Mappa di Google, video YouTube, font esterni |

Un consiglio pratico: se vuoi evitare mezzo banner, incorpora la mappa come immagine con link a Google Maps e non caricare font da server altrui. Meno cookie da gestire e il sito carica più in fretta.

## I miti che costano soldi e non servono a niente

- **«Bisogna registrare il sito al ministero.»** Quel registro non esiste. Né al ministero né in nessun posto ufficiale. Te lo vendono con un bel certificato.
- **«Ti serve un sigillo di sito sicuro o di fiducia.»** Quei sigilli sono pubblicità di aziende private. Quello che il visitatore guarda davvero è il lucchetto del browser, e quello è il certificato SSL. Se compare l'avviso «non sicuro», quello è il problema.

## Quanto costa farlo bene

- **Adattare modelli da solo:** 0 € e due ore per le tre pagine, se sai cosa mettere.
- **Chiederlo a chi ha fatto il sito:** normalmente rientrano nel progetto. Se le fanno pagare a parte, tra 50 e 150 € è un prezzo giusto.
- **Avvocato o consulente:** da 150 a 400 € se c'è un negozio online, dati sanitari o settore regolamentato.

## Cosa puoi controllare oggi pomeriggio

1. Apri il tuo sito sul telefono, scorri fino al footer e verifica che i link legali siano su **tutte** le pagine, non solo sulla home.
2. Cerca il tuo codice fiscale nelle note legali. È il tuo? Compare il tuo nome o quello della tua azienda?
3. Leggi l'informativa privacy e cancella quello che non usi. Se cita una chat che non hai più, è di troppo.
4. Apri il sito in una finestra privata e guarda il banner dei cookie: riesci a rifiutare senza cercare? Riesci a cambiarlo dopo?
5. Invia il tuo modulo e verifica che la casella di consenso non fosse già spuntata.

Con questo sistemato sei già davanti al 90 % dei tuoi concorrenti, che di solito hanno le tre pagine copiate da un modello di sei anni fa.

Se preferisci non impazzire con queste cose, nei siti che costruisco le pagine legali sono incluse, compilate con i tuoi dati veri e con il banner dei cookie che rifiuta davvero: puoi [chiedere una proposta di design gratuita](/solicita-web/it) e ti dico di cosa avrebbe bisogno la tua attività, senza impegno.

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Alla fine le pagine legali sono come l'assicurazione dell'auto: non ti portano clienti, ma il giorno che succede qualcosa sono l'unica cosa che ti copre. E farle bene costa meno di un pomeriggio perso a copiare quelle di un altro.
